« Tutti noi desideriamo di morire così, tutti noi vorremmo essere come oggi tu sei nel cuore della Patria. Tu sei veramente l'eletto. »

giovedì 13 aprile 2017


Rino Daus nato Perugia, 1 novembre 1900 ucciso a Grosseto, 29 giugno 1921 appartenente ai Fasci Italiani di Combattimento, nei quali militò come squadrista. Morì durante una spedizione di rappresaglia contro i socialisti a Grosseto, divenendo una figura simbolo dell'Italia fascista, che lo celebrarono come martire.
Nato nel 1900 a Perugia, con la madre e la sorella Flora lasciò Roma dopo la morte del padre. Nel 1907 si stabilì a Siena, in Via Lizza 11, dove la madre prese in gestione un albergo, oggi sede della Camera del Lavoro. Affascinato dagli aspetti patriottici della prima guerra mondiale, svolse gli studi in Marina prima di rientrare a Siena nel 1919 dove, giovanissimo, diventò uno squadrista del neonato movimento fascista. Aderì ai Fasci Italiani di Combattimento nel 1920 e collaborò attivamente alle azioni capeggiate da Giorgio Alberto Chiurco.
Nel giugno 1921 il segretario politico regionale fascista Dino Perrone Campagni avviò una campagna di propaganda fascista nella città di Grosseto: l'iniziativa non ebbe successo ed i quattro attivisti incaricati dell'opera di penetrazione furono cacciati. In seguito a questi avvenimenti, il 28 giugno 1921 il commissario provinciale di Siena Giorgio Alberto Chiurco dette ordine di mobilitazione ai fasci della provincia affinché si concentrassero sulla città maremmana.
Giunte lì, le squadre d'azione invasero le vie del centro. Al termine della giornata si contarono 5 feriti gravi ed un morto, Cesare Savelli, capolega dei muratori.
Rino Daus era tra gli squadristi. Dimesso da poco dalla clinica oculistica di Siena, dove era stato curato dal prof. Amilcare Bietti a causa di una ferita, causata da un proiettile conficcatosi sotto l'occhio sinistro che ne aveva cagionato la perdita, durante una analoga spedizione punitiva a Montalcino, aveva voluto comunque prendere parte all'azione di Grosseto.
Il giorno seguente, il 29 giugno, Rino Daus, che si trovava di guardia al bivacco squadrista presso Porta Nuova, venne ucciso.
Il periodico La scure, organo di stampa ufficiale della Federazione dei Fasci Senesi, riportò così la notizia:
« Rino Daus si trovava nel pomeriggio del 29 con altri compagni presso la ferrovia del paese, per vigilanza. Scorti degli individui armati, fu dato il segnale d'allarmi. Questi hanno gridato in direzione dei fascisti il grido nostro: eja, eja, eja, alalà, avanzandosi. Il povero Rino andava loro incontro. Ad un certo momento una scarica di schioppettate lo colpiva al cuore, fulminandolo. E 
cadeva così nel tradimento più vile che si possa immaginare e che caratterizza ormai in modo indiscutibile l'attività del partito della delinquenza italiana, formato da disertori, da ladri, da spie, da briganti. E come tali subiranno la nostra legge. »
Il prefetto di Grosseto, impedì ai fascisti di entrare in città, che in quel momento era di fatto assediata e difesa dai soli carabinieri, e la salma di Rino Daus fu portata all'ospedale della città dall'Associazione di Pubblica Assistenza di Grosseto.
Chiurco si trovava a Cetona e appena appresa la notizia si mobilitò con circa 200 uomini per raggiungere Grosseto. Lì, a seguito della opposizione del prefetto, comandò un'azione di forza e verso le due di notte entrò in Grosseto, vincendo la resistenza dei carabinieri posti a difesa delle porte della città.
Chiurco così commentò:
« Resistemmo tenacemente tutta la notte, mettendo a posto la situazione fascisticamente. La mattina, verso le 5, giunsero rinforzi da Siena comandati da Mancini e Agostini e quindi verso le 8 i fiorentini comandati dal ten. Castellani. »
Durante la rappresaglia fascista furono devastate la Camera del Lavoro, la tipografia del settimanale comunista Il Risveglio, gli studi di alcuni avvocati considerati "sovversivi" e diversi luoghi di ritrovo di socialisti e comunisti. Tra le vittime ci furono Arcadio Diani, Angelo Francini, Giovanni Neri oltre ad una trentina di feriti.
Il 1º luglio 1921 la salma di Daus fu traslata da Grosseto a Siena, nella sala dell'Accademia dei Rozzi, locale sede del Fascio in piazza Indipendenza. Chiurco aggiunge che, durante il trasferimento verso Siena, il camion con la salma fu bersaglio di spari.




GLI ONORI FUNEBRI ALLA SALMA


Il funerale ebbe luogo il 2 luglio. Il corteo funebre partì dalla sede del Fascio alle ore 10.30 giungendo al cimitero della Misericordia alle 13. Alle esequie parteciparono tutte le principali autorità civili e religiose, tutte le associazioni cittadine, rappresentanze dei fasci della provincia e della regione, nonché oltre diecimila persone (pur durante il giorno del Palio) comprese tutte le bandiere delle Contrade listate a lutto.
Durante le sue esequie, nella piazza del Carmine dove si trovava la sede del Fascio di Combattimento, Dino Perrone salutò la salma con queste parole:

« Tutti noi desideriamo di morire così, tutti noi vorremmo essere come oggi tu sei nel cuore della Patria. Tu sei veramente l'eletto. »

Pur non essendo un personaggio di spessore intellettuale o politico, data anche la sua morte prematura, Rino Daus divenne il martire fascista di Siena. L'eroe a cui tributare tutti gli onori, potente icona del fascismo.

L'albergo della famiglia, ove abitava, si trasformò in una sorta di luogo di pellegrinaggio, ove terminavano le manifestazioni fasciste senesi durante il ventennio.

A lui furono intitolati lo stadio comunale (oggi "Artemio Franchi-Mps Arena") e un grande viale (oggi viale Trento).

« Lo stadio, che era stato intitolato a un giovane fascista ucciso, Rino Daus, tornò a essere Stadio Comunale (in realtà nel parlato popolare non aveva mai smesso – né ha smesso in seguito - di chiamarsi affettuosamente “il Rastrello” dal nome del podere sul cui terreno era sorto). I due viali Trento e Trieste cancellarono le intitolazioni, ancora una volta, a Rino Daus e al XXVIII Ottobre giorno della Marcia su Roma del 1922. »

Il suo nome trovò posto nelle antologie usate nelle scuole elementari italiane e nella Mostra della Rivoluzione Fascista del 1932.

Il corpo di Rino Daus fu traslato il 27 novembre 1938, insieme ad altre nove salme di fascisti dell'epoca, nella cripta della chiesa di San Domenico che divenne il Sacrario Fascista della città. La salma ed il suo busto in bronzo, opera di Ezio Trapassi, rimasero nella cripta fino al 1945 quando, su iniziativa delle autorità, le tombe in marmo furono svuotate e i corpi inumati nei cimiteri della città e ogni suo riferimento venne rimosso nel rifacimento della toponomastica cittadina.

Oggi è sepolto presso il cimitero della Misericordia di Siena in una tomba che porta il suo nome, decorata dal busto di Trapassi.


1922 STATUTO DELLA SQUADRA D' AZIONE "RINO DAUS"
DEL FASCIO DI MAGLIANA


MONUMENTO SEPOLCRALE DI RINO DAUS PRESSO 
IL CIMITERO DELLA MISERICORDIA DI SIENA


Bibliografia 

 Giorgio Alberto Chiurco Storia della Rivoluzione Fascista", Vallecchi editore, Firenze.

 Giorgio Alberto Chiurco. Fascismo Senese. Martirologio toscano dalla nascita alla gloria di Roma - Siena 1923 - Tipografia Combattenti.

 Luca Luchini. Siena 1940-1944. Il dramma della guerra e della liberazione - Siena, edizioni il Leccio, 2008.

 Mimmo Franzinelli - Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista. 1919-1922 - Mondadori, 2003.

 Fausto Bucci, Simonetta Carolini, Andrea Tozzi e Rodolfo Bugiani - Gli antifascisti grossetani nella guerra civile spagnola - Follonica - La Ginestra, 2000.

 Roberto Cresti, Maura Martellucci. Stradario. Curiosità e stranezze nei toponimi di Siena - Siena, Betti editrice, 2004.

 Gerald Parsons. Fascism and Catholicism: A Case Study of the Sacrario dei Caduti Fascisti in the Crypt of San Domenico, Siena - Journal of Contemporary History, Vol. 42, No. 3, 469-484 (2007).

 Ernesto Sestan, Memorie di un uomo senza qualità, Le Lettere, Firenze, 1997.

 Bruna Talluri, Le origini del fascismo e il giornalismo senese 1919-1922, Editrice La Pietra, Sesto San Giovanni, 1994.

 Ernesto Zucconi, I caduti dimenticati: 1919-1924, Novantico Editore, Pinerolo, 2002.

 Nicola Gallerano, Luigi Ganapini, Massimo Legnani, L'Italia dei quarantacinque giorni, Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione, Milano, 1969.

 R. Accademia dei Rozzi, R. Accademia dei Rozzi. Commissione senese di storia patria, R. Deputazione toscana di storia patria. Sezione di Siena, Accademia senese degli intronati, Bullettino senese di storia patria, Volume 41, Istituto comunale di arte e di storia, Accademia per le arti e per le lettere (Siena, Italy) - 1934.

 Alessandra Staderini, La «Marcia dei martiri»: la traslazione nella cripta di Santa Croce dei caduti fascisti, Annali di Storia di Firenze, III, 2008.

GIORNALI "LA SCURE" del 26 GIUGNO E 10 LUGLIO 1921

LA RELAZIONE FIRMATA DA MANCINI, COMANDANTE DELLE SQUADRE D’ AZIONE E DA CHIURCO, COMMISSARIO DEI FASCI DI COMBATTIMENTO DI SIENA, SUGLI EVENTI DEL 29 GIUGNO - 1 LUGLIO 1921 A GROSSETO
(per gentile concessione del Sig. Francesco Manganelli)





 II campo sportivo " Rino Daus" in una cartolina degli anni 30

 Grosseto la piazza Rino Daus